Contemporanea Tagliamento
FLUSSI CONTEMPORANEA TAGLIAMENTO
Testo a cura di Anna Marzona
L’amore è difficile cantarlo
Perché è un canto di per sé,
più lo si invoca meno ce n’è.
Dell’arte è difficile parlare, si dovrebbe solo ascoltare.
Ascoltare con il cuore.
E viverla. Perché l’arte è vita.
Allora questo mio compito
è difficile
e forse superfluo.
E penso che farò come il fiume
che nel suo scorrere raccoglie
e porta al mare.
Raccolgo pensieri
idee, intuizioni
in ordine sparso.
E porto a voi.
Spunti di riflessioni.
Parole che si son dette in queste presentazioni di Contemporanea Tagliamento.
Parole scambiate tra artisti
rubate a un computer che elimina le distanze
parole pensate.
A voi il compito di riordinarle,
se lo vorrete.
Perché alla fine questa Contemporanea Tagliamento è tutto un FLUSSI e riflussi.
È un unire e tagliare
un dare e raccogliere
è un creare, depositare
è un portare via.
Proprio come un grande fiume.
La parola contiene sempre il contenuto e ne da il significato.
L’ordine non sempre è ordine
e non sempre è necessario.
E allora questa è solo un’istantanea spazio-temporale del nostro grande fiume
dove occhi diversi colgono aspetti diversi.
Ecco che cosa possiamo contemplare.
Nella povertà della sua ricchezza questo nostro grande fiume
ci offre natura, ci restituisce oggetti
ci porta preziosi
ci aiuta a intessere relazioni.
Li chiamerei FLUSSI di vita
impulsi
magici e inspiegabili
che hanno unito cinque artisti
all’apparenza così diversi
ma allo stesso tempo legati da invisibili e infiniti punti di contatto.
Il fiume come un filo li unisce
dall’alto in basso
dai monti alla grande pianura
alla foce
Con echi
richiami
che pur sconosciuti si riconoscono
e risuonano
fino a creare un canto d’insieme
uno scorrimento, non necessariamente costante, ma ritmato
che si incanala nel letto del
Tagliamento.
Ascoltiamo
cos’ha da dirci questa musica di insieme:
che il sole di mezzogiorno
allo zenit
può trasformare il greto di un fiume al suo principio
in sensuali forme
dettagli di corpi, pelli lucenti, squame di animali immaginari
poco più in giù la raccolta di oggetti abbandonati
da vita a composizioni che sono nature morte contemporanee
fatte di legni levigati, plastiche, giochi e ogni altro resto umano
che la luce sapientemente studiata rende composizione artistica
e si parla di fotografie.
Ma fermandoci a metà, il fiume decide di impreziosirsi
e con la tecnica della cera persa, e l’alchimia propria dell’artista
sassi, sabbia e idee si trasformano in preziosi gioielli d’argento.
Il fiume non è solo materia inanimata
il fiume pulsa di vita
una vita segreta
e una vita dichiarata
uomini, donne, bambini
si incontrano
si intrecciano, si relazionano
si sentono grida, pianti, risate
si gioca, si passeggia, si sta fermi a contemplare
e a qualcuno piace così tanto questo intreccio di vite che ha deciso
di immortalarlo
magari in bianco e nero
ed è di nuovo fotografia.
E siamo quasi alla foce.
Il fiume ha camminato tanto
ha raccolto tanto
ha portato con se
quello che ha scelto e quello che gli hanno dato.
È la diversità che affascina, la diversa provenienza.
La povertà, la ricchezza
il contrasto
che permette di assemblarli in qualcosa di nuovo
che non sono né pittura né scultura
ma sono tutto assieme.
Da qui posso scegliere se guardare il mare o voltarmi.
Per una visione d’insieme
per capire qual è il tragitto.
E se lo faccio
vedo questi grandi contrasti
questa forza di unire luci e ombre
ricco e povero
animato e inanimato
scarto e creazione.
Tutto mi sembra avere una logica
un richiamo preciso
a questo o a quell’artista
a questo o a quel pensiero.
Ma avevo promesso di non fare citazioni
e di lasciare a tutti la libertà di visione
Perché l’arte è necessario viverla, non pensarla.
